Mirto
Myrtus communis L.
Nella mitologia il mirto è la pianta simbolo delle vittorie ottenute senza spargimento di sangue, delle divinità femminili come Ishtar, Artemide, Turan e Afrodite, della fecondità e dell’eros (il “myrtus coniugalis” di Plinio), ma soprattutto delle donne combattenti, di amazzoni come Myrsìne, Mirìne e Myrtò e della profetessa Myrtìla. Questo arbusto sempreverde dal profumo aromatico e resinoso e dalla chioma densa ha cinto teste famose. Le foglie hanno l’apice acuto ma non pungente; la loro lucentezza è un carattere adattativo finalizzato a deviare parte dei raggi solari, riducendo così i danni da insolazione. Le foglie se toccate emettono un gradevole odore simile a quello dell’arancia per la presenza di mirtenolo. I fiori sono solitari e hanno un profumo intenso. In tardo autunno, quando sulla pianta ci sono già le bacche, può prodursi una seconda fioritura e allora sui suoi rami saranno compresenti fiori e frutti (come nella foto). I frutti si utilizzano per aromatizzare alcuni alimenti e per fare il liquore di mirto. La pianta contiene olii essenziali, sostanze aromatiche e altre sostanze fitoterapiche impiegate per trattare diversi disturbi; viene inoltre utilizzata in profumeria, nella preparazione di saponi e cosmetici. I rami più giovani venivano impiegati nell’isola per intrecciare ceste.
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