Cisto villoso

Cistus creticus L. subsp. eriocephalus (Viv.) Greuter & Burdet

Il cisto villoso (o cisto viola) è un arbusto sempreverde alto 30-100 cm. con fusti ramificati bruno-rossicci, lanosi all’apice. I peli sono presenti in molte parti della pianta: ci sono peli sugli orli delle foglie, sui calici, sulle parti terminali. Si tratta di una dotazione evolutiva (come adattamento ai climi caldi) finalizzata a riflettere la luce e a contenere l’evapotraspirazione. Nel nome botanico l’epiteto specifico “eriocephalus” è composto dalle parole greche “erion” che significa lana, e “kephale” che vuol dire testa per richiamare le sue capsule densamente villose. Il cisto ama il sole (eliofita) e il calore (termofita). I fiori sono melliferi ed ermafroditi in quanto ospitano sia il polline (negli stami) che l’organo riproduttivo (nel pistillo); il polline trasportato da insetti nel pistillo (che ospita l’ovario) lo feconda. L’impollinazione è entomogama, ovvero avviene tramite api, bombi e farfalle. Gli ampi e appariscenti petali sono si colore rosa intenso o viola chiaro (talvolta bianchi) e sono tipicamente “spiegazzati”. Il suo habitat è la macchia mediterranea, le garighe, i margini dei boschi, spesso in associazione con C. salviifolius. Si tratta di una pianta colonizzatrice in seguito al passaggio del fuoco (pirofita) in quanto la germinazione dei semi in questi casi è 10 volte superiore all’ordinario.

🌿 Informazioni Botaniche

📖 Nome Scientifico Cistus creticus L. subsp. eriocephalus (Viv.) Greuter & Burdet
🌸 Fioritura Marzo - Giugno
🌍 Areale Prettamente mediterraneo

Fotonotizia

Fra marzo e maggio se si guarda bene sotto i cisti villosi
si può avere la fortuna di vedere questa pianta che parassita le radici.
Si tratta dell’IPOCISTO ROSSO (Cytinus ruber (Fourr.) Fritsch),

una pianta che parassita le radici di Cistaceae (prevalentemente il cisto villoso) e che dipende in tutto e per tutto (un oloparassita: olos- = completamente) dalla pianta ospite (nutrienti, carbonio, acqua).

Si stima che si sia originata 72 milioni di anni fa.
Non è facile vederla, ma siccome si giova degli inverni e delle primavere piovose quest’anno sono maggiori le probabilità di poterla vedere.
Non può essere raccolta; si tratta di una pianta protetta in via di rarefazione.