Elicriso
Helichrysum italicum (Roth) G.Don
L’odore gradevole che ha l’aria quando si cammina lungo i sentieri dell’isola deve molto all’elicriso. A questa pianta piace il sole (eliofila), il calore (termofila) e la gariga che è un ambiente mediterraneo particolarmente roccioso e povero di materia organica, dove crescono piante con spiccato adattamento alla siccità (xerofite). La radice del nome elicriso si compone delle parole greche “helios” (sole) e “chrysos” (oro) con riferimento ai suoi capolini brillanti come l’oro e il sole. Infatti, quando la pianta è in fiore la parte superiore si riempie di capolini di colore giallo. Le infiorescenze sono organizzate in grappoli (corimbi) composti da numerosi capolini che contengono 15 piccoli fiorellini; quello che chiamiamo fiore è in realtà una comunità di molti piccoli fiori. Plinio, Dioscoride, Geber (Jābir ibn Ḥayyān) e altri studiarono le qualità dell’elicriso arrivando a considerarlo una panacea per diversi malanni. La ricerca scientifica ha in seguito documentato attività antinfiammatoria, antiossidante, anti-epatotossica, antiallergica, eudermica, antibatterica ed espettorante. Viene utilizzato per trattare patologie dell’apparato respiratorio, dermopatie (psoriasi-eczemi), patologie artrosiche e sindromi allergiche. Viene utilizzato anche in cosmetica e in profumeria.
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